IO CHIEDO SCUSA ANTEFATTO ! Prima della nostra partita, abbiamo assistito alla fine di un incontro di calcio a 5 e con superbia e superficialità avevamo giudicato e commentato (deridendoli) il comportamento tenuto da alcuni giocatori che aggredivano fisicamente e verbalmente l’arbitro, reo di aver applicato il regolamento tecnico nel aver espulso 3 giocatori per il loro gioco violento verso gli avversari.La nostra presunta superiorità,veniva accentuata sul fatto che,il solo commissario di campo aveva di fatto impedito che il direttore di gara subisse conseguenze peggiori .e quando alla fine della partita si impegnava (obbligandoli) a far salutare le due squadre (fair-play) cosi come previsto dalla nuova normativa della F.I.G.C.(il cosiddetto terzo tempo)avevamo pensato come ipocrita fosse il mondo del calcio. IO CHIEDO SCUSA,perché non ho saputo capire il clima della partita e perché non ho saputo trasmettere come educatore “le funzioni sociali,educative e culturali dello sport che ne costituiscono la specificità,al fine di rispettare e di promuovere l’ETICA e la SOLIDARIETA’ necessarie preservandone il RUOLO SOCIALE”(LIBRO BIANCO SULLO SPORT DELLA COMMISSIONE EUROPEA BRUXELLES 11/07/07). IO CHIEDO SCUSA,perché anche se non condivido la scelta operata dal Comitato Provinciale C.I.A. di Palermo sulla formazione degli arbitri e sul criterio delle designazioni, ho assistito impotente che un giocatore finisse ricoverato per tre giorni in ospedale,un altro subisse la deviazione del setto nasale,e che un terzo uscisse per una contusione alla gamba che di fatto gli impedirà di giocare per almeno due settimane, e che in tutto questo le rispettive panchine continuassero a minacciarsi. IO CHIEDO SCUSA,a tutti coloro che erano presenti per passare una serata di sport che invece si è trasformata in un incubo collettivo.So che queste mie parole possono sembrare dettate dalla circostanza, ma da oggi tutti siamo piu’ poveri e non vi possono essere né giustificazioni ne attenuanti a quello che credo che sia stata una follia collettiva dettata dall’egoismo dove tutti siamo usciti sconfitti. Oggi credo che tutti siamo chiamati alla prevenzione, società sportiva, federazione, arbitri, allenatori, atleti, dirigenti, tifosi e insieme dobbiamo condividere i nostri valori,iniziando dalla lealtà sportiva verso gli avversari .Con questo scritto voglio rinnovare la mia proposta che in questi ultimi anni è sempre la stessaper casi simili a questo, ed è che l’evento sportivo deve avere la certezza dell’applicazione delle regole sportive e se questo dovrà significare un maggior impegno economico e umano per garantire la sicurezza del terreno di gioco, prima,durante e dopo la partita, questi oneri dovranno essere condivisi da tutte le componenti sportive.
Gli strumenti non mancano, vi deve essere la volontà condivisa di voler cambiare un sistema che non è più al passo con i patti educativi della nostra società civile.
(continua…)